Flavia Tartaglini, a Rio vi farò innamorare del windsurf

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Flavia Tartaglini, a Rio vi farò innamorare del windsurf

Non sono molte le italiane che si dedicano al windsurf, sebbene sia lo sport dell’anno (al primo posto della top ten mondiale delle tendenze wellness, supera pilates, yoga e tutto il resto) e, intere famiglie all’estero lo scelgano come meta per le vacanze (soprattutto nord europee e americane).
La tavola a vela avrà presto tutta l’attenzione che si merita in occasione delle Olimpiadi di Rio (in programma dal 5 al 21 agosto) e chissà che questa estate non scoppi l’amore per il windsurf al femminile anche sulle nostre spiagge. In Brasile infatti l’Italia ha un asso nella manica: l’atleta Flavia Tartaglini. (di Agnese Ferrara)

Nata a Roma, trentuno anni, fuoriclasse delle Fiamme Gialle, Flavia è una campionessa nella classe RS:X (da 4 anni ai primi posti del ranking mondiale). Unica italiana in gara a rappresentare il tricolore in questo sport, il pass olimpico ce l’ha già in tasca da qualche mese.

La passione per il mare invece ce l’ha nel sangue da sempre. Incoraggiata fin da piccola dalla famiglia a fare sport e non tirarsi mai indietro di fronte alle sfide (un padre medico e sportivo appassionato, un nonno campione di rugby), Flavia ha iniziato da bambina veleggiando sui piccoli optimist e, da adolescente, è salita sulla tavola a vela con l’aiuto degli istruttori della Lega navale italiana. Non è più scesa. Chi scrive è testimone, a scanso di equivoci (il windsurf è stato un vecchio amore nato sui laghi lombardi e migliorato in mare dove ho conosciuto Flavia – allora una ragazzina piena di curiosità, già velocissima e col piglio da campionessa).
Ci (ri)incontriamo dopo molti anni in occasione di un servizio fotografico a cui ha partecipato a Milano insieme ad altri atleti olimpici per lo sponsor Shiseido che l’ha scelta come testimonial. E’ solare, sicura di sé ed è divenuta la donna più importante del windsurf italiano a livello mondiale.

Flavia, il windsurf è uno sport per donne? “Si, è una attività per tutti. In Italia non è uno sport di massa e in passato era sicuramente una attività prettamente maschile ma soprattutto le ragazze lo stanno scoprendo e amando quanto gli uomini. E’ comunque uno sport che richiede forza e determinazione e, per praticarlo a livello professionale, bisogna essere donne di un certo tipo, molto indipendenti e solitarie. Passo il mio tempo in giro per il mondo, nella mia casa romana ci sto poco e vedo poco la mia famiglia ma la tavola è la mia passione e vivere così mi piace”.

Nella carriera sportiva la campionessa ha solcato le acque dei mari e dei laghi di molti luoghi nel mondo, dalla Nuova Zelanda alle coste australiane di Malbourne e Sydney, dalla Tailandia agli Stati Uniti in particolare la Florida e Miami, al Brasile, agli Emirati Arabi. Ancora: Francia, Spagna, Austria, Polonia. E poi le coste e i laghi italiani dove si allena di più. A Roma ci torna poco e, quando c’è, passa il tempo ad allenarsi a Civitavecchia o a cavallo della sua bicicletta da corsa.
Quale è la costa più bella di tutte, vista dal mare mentre fili sulla tavola? “Senza dubbio la baia di Sydney, fantastica. Così tanto da attrarre lo sguardo e distogliermi perfino dalla concentrazione in gara!”.

Alcuni atleti, in particolare le donne, stanno rinunciando a partecipare alle Olimpiadi di Rio per il timore della zanzara Zika e non sono poche le ragazze che si dichiarano preoccupate soprattutto in previsione di una ipotetica gravidanza. Tu cosa farai? “Non ho alcuna paura della zanzara e non sono allarmista di carattere. Nella baia di Rio la mia preoccupazione è invece legata all’inquinamento dell’acqua della baia di Guanabara. Sono già stata là ad allenarmi e con la pinna della tavola ho acchiappato diverse buste di plastica, la presenza di batteri è elevata e così il rischio di prendere delle infezioni cutanee”.

Quale è il tuo obiettivo per le Olimpiadi? “Finire la regata sapendo di avere dato il 110 per cento, sperando che si traduca in un ottimo risultato”. Niente pronostici per scaramanzia? “So che il mio 110 per cento vale moltissimo”.

Diversi atleti, di ritorno da Rio, hanno in programma di sposarsi e avere dei figli. E’ il caso di Tania Cagnotto (tuffatrice) che ha già preparato le nozze sull’Isola d’Elba e della sua compagna di trampolino Francesca Dallapè che sogna un bambino, oppure Alex Giorgetti (pallanuoto) che chiederà la mano della sua Fanni appena rientrerà e Valerio Aspromonte (fioretista) che progetta un figlio. Tu cosa vorresti realizzare? “Sotto questo punto di vista non ho idee precise. Alla famiglia non ci penso ancora. Per adesso ho altri progetti, come diventare giornalista sportiva. Comunque anche nelle Fiamme Gialle potrebbe nascere qualche bella collaborazione nell’ambito della comunicazione”.

Niente famiglia e niente amore? “Non è facile, ho una vita molto nomade ma l’amore è arrivato da un paio di anni. Lui vive in California, Newport beach, fa windsurf come me, gareggia negli individuali maschili. Ci vediamo anche durante gli allenamenti e spero si qualifichi per Rio. Un grosso traguardo per noi sarà quello di iniziare a vivere insieme, dopo le Olimpiadi”.

Fonte: http://www.ansa.it/lifestyle/notizie/people/persone/2016/04/07/-flavia-tartaglini-a-rio-vi-faro-innamorare-del-windsurf-_e8becef1-4941-41b9-8d5a-af779de55eb3.html

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